In Italia, fino al XIX secolo, si allevano razze indigene ben diverse dall’attuale roseo maiale a cui tutti siamo abituati: sono maiali di colore scuro, meno grassi, dalla carne sapida e asciutta con differenti caratteristiche fisiche che variano da regione in regione. Tra le razze più diffuse si ricordano: la Cinta senese, così chiamata dalla fascia bianca che circonda il collo, la Romagnola, conosciuta anche comemora o castagnina dal colore bruno, la Maremmana o Macchiaiola di colore nero; la Chianinadalle setole trade e fini e il mantello grigio ardesia. E ancora la Calabrese, la Cavallina lucana, la Casertana o Pelatella, la Sarda e la micro razza Nera del Friuli. Alcune razze autoctone sono sopravvissute all’estinzione, in modo particolare la Cinta senese e il Nero dei Nebrodi, godono oggi di un rinnovato interesse sia dal punto di vista culturale e gastronomico che da quello puramente scientifico.