Arte
Zuppa di pesce- di Henri Matisse
3 cucchiai di olio d’oliva, 2 porri tagliati fini (solo la parte bianca), 2 cipolle medie finemente tritate
2 spicchi d’aglio tritati, 2 pomodori a cubetti, un pizzico di semi di finocchio, una foglia d’alloro, un pezzetto di scorza d’arancia, 1,250kg. Di frutti di mare, 1 cucchiaino di sale, 950 ml d’acqua, un pizzico di zafferano.
Riscaldare a fuoco medio l’olio in una pentola alta. Aggiungere i porri, le cipolle e l’aglio e cuocere per cinque minuti. Aggiungere i pomodori e cuocerli per altri cinque minuti, versando poi, i semi di finocchio, la foglia d’alloro, metà dei frutti di mare, acqua e sale. Portare ad ebollizione, coprire e cuocere per quindici minuti. Togliere dal fuoco e mescolare accuratamente. Rimettere la pentola sul fuoco e riportare ad ebollizione. Aggiungere il rimanente dei frutti di mare e lo zafferano e cuocere per altri otto minuti. Servire subito
Il padre del Fauvismo si alzava presto per approfittare della luce e consumava solo un copioso pasto a mezzogiorno, seguito da una siesta. Questa ricetta, evidentemente fra le sue preferite, è anche in una lettera che inviò alla scrittrice francese Marie Dormoy.
Omelette al lardo per Monet- di Pierre-Auguste Renoir
1 cucchiaio di grasso d’oca, lardo o burro, 100 gr di prosciutto cotto a cubetti, 6 uova, 1 cucchiaio di latte, 1 manciata di prezzemolo fresco, sale e pepe
Ungere una padella con grasso d’oca, lardo o burro e metterla sul fornello a fuoco medio. Aggiungere i cubetti di prosciutto e cuocerli per sei minuti. Nel frattempo sbattere le uova con il latte, aggiungendo sale e pepe. Quando il prosciutto e’ cotto, toglierlo dalla padella e metterlo in un piatto sopra ad un foglio di carta per assorbirne l’eccesso. Rimettere sul fuoco la padella senza pulirla e quando è di nuovo calda versarvi le uova. Mentre le uova stanno cuocendo, versarvi sopra il prosciutto scuotendo poi, la padella avanti e indietro. Quando hanno raggiunto una certa consistenza, aggiungere il prezzemolo.
Bisogna dirlo: a casa Renoir si mangiava bene, molto bene. Soprattutto piatti della Còte des Bar, la zona dello Champagne da cui provenivano sia Pierre-Auguste, attento gourmet, sia Alina, sua moglie, entusiasta buongustaia, ottima cuoca, e famosa per la sua bouillabaisse.