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Nell'autunno quanta e quale quantità di frutti si mangiano... |
de' lazzeroni, de' nespoli, delle giugiole
De' lazzeroni.
I lazzeroni di più degli Oltramontani ancora abbiamo: frutto non sol bello e all'occhio piacevol molto, ma eziandio buono al gusto e molto a' corpi indisposti sano, il quale nasce da calme di pomo rosso sul prono salvatico incalmate. Il più grosso de' quali è grosso quanto una ordinaria noce e qual meno; e chi, non avendol mai prima veduto, lo vede, si dà a credere che una grossa ciregia sia. Il suo sapor è agrodolce e a spegner la sete delle ardenti febri è fuori d'ogni credere potente; per cotal cagione viene da' medici a' febrici tanti conceduto. Né qui lascierò di dire come io mi fossi il primo che sei anni sono in Vinezia facessi cotal frutto all'illustrissimo cavaliere il signore Arrigo Wottoni conoscere, mentre Sua Signoria quivi pel suo re ambasciatore vi si trovava, a cui piacque sì, che sempre poi, mentre se ne trovarono, ne volle avere e avrebbe (come diverse fiate diceva) pagato ogni denaro per poterne qui mandarne un venticinque.
De' nespoli
Vengono poi i nespoli, ma più tosto verso la fine che sul principio di questa stagione si colgono, li quali poi "col tempo e con la paglia si maturiscano", come dice il proverbio.
Delle giugiole.
Sono ancora buone nel cominciamento di questa stagione le giugiole, le quali, ancor che non mature, son pur buone a mangiare, ma son vie migliori essendo mature, et è frutto molto stomachevole, né credo che qui crescano.
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