La zucca..come, dove e quando?

Sul luogo e sul periodo di provenienza della zucca, come tante volte accade per le cose più lontane dalla nostra memoria, ognuno vuol dire la sua. Conosciuta in Perù, già dal 1200 a.C., si dice però che i semi più antichi siano stati trovati nelle grotte di Ocampo, in Messico, intorno al 4900-6000 a.C., è sbarcata in Europa insieme alla patata e al pomodoro, solo dopo la scoperta dell’America.
Secondo alcune leggende, invece, zucche galleggianti avrebbero intrapreso viaggi avventurosi, solcando l’Oceano e approdando, dall’antica terra madre, in Asia. Altri fanno risalire la zucca ai tempi degli antichi Romani, degli Etruschi, dei Fenici; ma poi anche gli Egiziani, Arabi, e Africani del Niger l’hanno conosciuta e coltivata. Nonostante i dubbi sulle sue origini, una cosa e’ certa: la zucca, grande e orginale per ambizione, si è sempre trovata il suo spazio sulla terra. Infatti i suoi rami serpeggiano nei campi, a volte senza ritegno, procedendo in avanti e in piu’ direzioni nello stesso tempo.
Lungo i secoli la zucca ha vissuto periodi in cui si diceva che era buona, in altri che era insipida, finita sulle tavole di nobili e poi è passata su quelle povere, e ancora fra mani di medici che ne facevano creme e bevande curative. E’ sopravvissuta alla peste, al colera, alle paludi del secolo scorso. Attraverso questo incredibile viaggio, dall’alba dei suoi giorni, pensata da illustri e luminari, e’ arrivata a prolificare laddove un lembo di terra veniva risparmiato dall’acqua.
Pur non sapendo da dove viene, e ancor meno dove sia diretta, possiamo affermare comunque che il suo carattere e’ forte e vigoroso, passionale per natura: essa infatti si avvinghia, s’inerpica, s’innalza; è prolifica, magnifica, libera e vagabonda.
Mezze maniche, zucca e mandorle
Per 4 persone
300 gr di pasta, 1 kg di zucca 200 gr. di parmigiano reggiano, 1 bicchiere di latte fresco, 50 gr di mandorle pelate, foglie di alloro, olio extravergine d’oliva, sale.
Lessare la zucca, privarla della pelle e dei semi, farla a cubetti e passarla in padella per dieci minuti, a fuoco medio, con olio e almeno tre foglie di alloro; dopodiché spegnere e lasciare che si insaporisca. Nel frattempo si grattugia il Parmigiano Reggiano e metterlo a bagnomaria insieme al latte; disporre la cottura della pasta e una volta al dente, saltare le mezze maniche nella padella insieme alla zucca, aggiungere la fonduta di Parmigiano Reggiano. Guarnire il piatto con le mandorle tritate fini e alcune foglioline d’alloro. Servire il piatto caldo.