La zucca e i suoi fiori
Se osserviamo una pianta di zucca, possiamo notare che il suo crescere, espandendosi, riproduce il mondo. I suoi rami infatti, si allungano sul terreno circostante, come in esplorazione verso l’infinito. La pianta madre, si sviluppa attorno alla propria idea di crescita e trasformazione, fino a che non avrà portato a termine la maturazione del suo frutto, con una forza vitale quasi primitiva. Pur mantenendo la duplice natura dei suoi fiori, producendo al tempo stesso fiore maschio e fiore femmina, che insieme attraverso l’impollinazione fanno nascere la zucca, nel corso della storia ha cambiato diverse forme.
Come insegnano alcune popolazioni primitive, la zucca è utile come recipiente: ancora oggi infatti, alcuni popoli dell’Africa equatoriale la usano per contenere il latte, sale e farinacei. I contadini sanno, da tempo, che non bisogna seminare i meloni vicino alle zucche, altrimenti perderanno il loro gusto originale e avranno quello della zucca.
Alcune varietà, dalla forma talvolta strana, coloratissima e bitorzoluta, a forma di bottiglia, fanno bella mostra di sé su tavoli e credenze, diventando veri e propri oggetti d’arredamento. Sono amate dai pittori perche’ simbolo della pienezza della vita, della maturità e del sole. La zucca è un frutto magico, leggendario: in passato, quelle giganti e vuote, venivano usate dai marinai come boe o come salvagente per inesperti nuotatori: nel Medioevo infatti, alcuni racconti descrivono come uomini e donne siano stati salvati dalla corrente di acque impetuose grazie a formidabili zucche.
Fagottini di fiori al lardo di Colonnata
Per 4 persone: 16 fiori di zucca, 250 gr di scamorza affumicata, 16 fettine di lardo di Colonnata.
Lavare i fiori, privarli del pistillo tagliando la parte inferiore dove c’e’ il gambo e lasciarli ad asciugare. Inserire in un ciascun fiore una fettina di scamorza affumicata e avvolgerlo con una fetta di lardo di Colonnata in modo che, una volta infornati, il formaggio non coli. Infornare a 150°C per cinque minuti e servire i fagottini caldi.