la birra nel medioevo
Durante il medioevo la produzione della birra crebbe soprattutto grazie ai monasteri, spesso rifugio di pellegrini i quali sostavano per riposare e ricevevano ristoro con una bevanda gradevole e soprattutto sicura grazie alla bollitura del mosto di cereali che, sviluppandosi in alcol, eliminava gran parte i rischi di malattie.
I monaci sperimentavano composizioni diverse alla ricerca di birre migliori e le monache aiutavano nella produzione destinata per lo piu’ ai malati e ai viandanti. La birra era consigliata perché considerata più salutare dell’acqua che, al tempo, era spesso contaminata.
Diversi cereali erano stati utilizzati per la produzione di diversi tipi di birre, ma veniva preferibilmente impiegato l ‘orzo per la facilità di trasformazione in malto e per il maggior contenuto zuccherino che poi si sarebbe trasformato in alcol.
Proprio nel medioevo, nei monasteri dell’Europa centrale, per la prima volta venne introdotto nella produzione della birra, il luppolo; fu utilizzato soprattutto per le sue proprieta’ conservanti oltre che per il caratteristico sapore amarognolo che sostituì erbe, spezie, bacche che fino ad allora erano servite ad aromatizzarne il gusto .in quel periodo la produzione della birra divento’ esclusivamente di pertinenza dei monaci; diversi monasteri conobbero stabilita’ economica grazie alla commercializzazione della birra su larga scala. Un tipo di birra ad alta gradazione alcolica divenne la bevanda “nutriente” in Quaresima, periodo dedicato alla preghiera e al digiuno. Nel monastero svizzero di San Gallo nel VIII secolo, sembra si producessero tre varietà di birra: una leggera da offrire ai pellegrini, una a media gradazione per i monaci stessi e una ad alta gradazione per gli ospiti illustri.
Per quasi 800 anni i monaci si perfezionarono nel produrre ogni varietà di birra ma Enrico VIII, in Inghilterra, impose divieti alle attività produttive nei monasteri, in particolar modo alla produzione di birra