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da Nostradamus un ricettario estetico-gastronomico (1556)
Inserito il 10 maggio 2008 alle 18:29:59 da laura.

introduzione al libro secondo

Mio intento è venire incontro ai desideri e alle affettuose sollecitazioni di mote persone gentili, comprese quelle signore che sono continuamente avide di sapere e di farsi raccontare cose nuove e di tenere la dispensa provvista di numerose confetture di ogni sorta. Basta solo un po’ di osservazione  e qualche abilità per conservare certi frutti per un tempo illimitato, facendo cambiar loro aspetto e qualità eliminando ogni  strano sapore che sia diverso o estraneo al gusto naturale del palato.il miele e lo zucchero vi sono aggiunti non solo per addolcirli ma anche perché si conservino a lungo.facendone una confettura li si preserva dalla loro naturale corruzione e si fa acquisire loro quella saporosa dolcezza che e’ una necessità. Infatti il corpo umano e’ maggiormente  corroborato da questi succhi che dall’abbondanza di altre carni. Se vi atterrete alle istruzioni, vedrete che per bontà e bellezza queste confetture non saranno in nulla diverse da quelle che vengono in Francia dalla Spagna o dall’Italia. Se però risparmierete sullo zucchero, la vostra confettura sarà chiamata confettura solo per il suo odore, si deve imitare chi prepara l’insalata che certo non risparmia sull’olio; allo stesso modo non bisogna risparmiare sullo zucchero. Per chi non ha possibilita’ di usare tutto lo zucchero o il miele che sarebbero necessari, abbiamo aggiunto il modo di preparare un liquore che era usato dai grandi e antichi romani e che essi chiamavo defrutum che era mosto cotto d’aspetto simile al mielesenza altre aggiunte. Ho voluto dare spiegazioni a parecchi che non conoscono la medicina né i medici ma che son ben lungi dall’esser completamente ignoranti, su come fare per conservare i loro frutti ricorrendo alle confetture, e se tra essi ce ne saranno alcuni a cui questo libro non sarà gradito, la maggioranza ne trarrà piacere.


 
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